"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



lunedì 17 novembre 2025

L’EPICA DEL SURF

L’EPICA DEL SURF

 

Non avrei mai potuto imparare a giocare a polo.
Non imparerò a giocare a biliardo.
Anche rispetto al tango dichiaro, “in prevenzione”, la mia incapacità.
Me ne dolgo, ma non sono fonti di sofferenza.

 

Poi c’è il surf. 
Chi pratica il windsurf per me è un “incompiuto”. Altrimenti praticherebbe il surf. Assiomatico siccome postulato. 

 

Nella mia filmografia (di spettatore) sta Big Wednesday. Credo di averne scritto.

 

Strano che una regista donna assorba una epica maschile.
Non so se John Milius abbia mai conversato con Kathryn Bigelow, presumo che, comunque, si siano “intesi”.

 

Vado largo per chiudere stretto (forse lo insegnano in qualche scuola di scrittura: le scuole per i falliti che scrivono e sempre lo faranno ancora peggio di molti di coloro che pubblicano, qualcuno è fra i loro insegnanti).

 

Comunque Point Break (regia Bigelow) gronda citazioni, e guarda con rispetto all’opera di Milius.

 

Poiché non mi interessa risultare simpatico, complicatevi la vita: cercate una copia di Surf City (più raro in edizione italiana che non in altra) di Kem Nunn.
Un romanzo pesante, di solito chi lo cita (pennivendolo) va per sentito dire: facile.

 

In ogni modo, siccome nulla è per caso, il film di Bigelow è un canone per i non distratti.
Diciamo Manic Street Preachers.

 

Ho chiuso stretto, oppure ho - spesso mi capita - dato per scontate le informazioni “istituzionali”.
D’altronde questo blog non è un asilo nido.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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domenica 16 novembre 2025

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway) NYC NON MI LASCIA (Steg about Steg Series – 11)

 

(pur non avendo io i bauli parigini di Ernest Hemingway)

NYC NON MI LASCIA

(Steg about Steg Series – 11)

 

 

La premessa è preferibile come postilla (o postfazione).

Sarà così.

 

Del mio legame con New York City i miei, pochissimi (non sono collodiano), lettori ben hanno traccia in altra sede.

 

Ogni tanto, mi tornano in mente quei locali che il “santo” (The) Village Voice (a pagamento: un dollaro) mi suggerì nell’autunno 1986, quando studiavo nel corso LL.M. alla Columbia University.
Inciso: da Phoebe (i caulfieldiani si fanno protettivi e nulla aggiungo), aperto 24/24, riuscii a pranzare con la “mia roccia” ([1]) circa tre o quattro lustri dopo: il lunch fu soddisfacente, mentre il WC divelto è ancora piccolo argomento di conversazione in famiglia.

 

C’era ([2]) questo locale sulla Second Avenue dove andai sempre a pranzo da solo ([3]), molto tardi dopo le lezioni.

Mi pare ci fosse un jukebox, ma potrei anche mitizzare.
Non era lontano da GEM SPA ([4]) e nemmeno da quel negozio nel basement, una traversa (d’altronde sulla Second Avenue incrocia St. Mark’s Place. Cui devo molto, nel caso studiate), dove comprai la prima edizione del libro di Nina Antonia dedicato a Johnny Thunders, e la prima edizione di quel libro (dove è?) in cui Hell e Verlaine si fecero uno, e ancora pagine del solo Hell in quella collana lillipuziana.
Quel locale sulla Second Avenue io lo rimpiango sempre.
E mai mi toglierò dalla testa che - Mapplethorpe a parte - io sono più newyorkese di Patti Smith.

 

La postilla.
Io e Hemingway continuiamo a diffidare reciprocamente.
Per partito preso tendo a stare con l’altro: Francis Scott Fitzgerald, che praticamente mai ho letto.
Continua?

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Auspico la Regina Elisabetta Seconda e il Principe consorte Filippo non mi censurino, post mortem.
[2] https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/05/iluoghi-simbolo-spariscono-e-unproblema.html
[3] Forse “soulmates never die”, ma il passato si fa pesante. E avevo ragione io quella sera che fummo, novizi entrambi di quel locale, allo Empire Diner: dove tu picchiasti con stizza il pugno sul tavolo quando ti dissi che mi avresti dimenticato, vero V.?
[4]
https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2013/02/soltanto-genzale-just-like-johnny_14.html

giovedì 13 novembre 2025

“PIETÀ PER LA A.I.” (Facebook Down Series – 176)

 

“PIETÀ PER LA A.I.”

(Facebook Down Series – 176)

 

C’è una giornalista (presumo iscritta all’Albo dei professionisti, o almeno a quello dei pubblicisti, ma non a quelli lombardi: verificati) di nome e cognome Giulia Crivelli.

Lavora nella squadra/redazione di Radio24 ([1]) e inanella un refuso - almeno uno - in ogni suo intervento.

 

In data 12 novembre 2025, intorno ad ore 13.40/45, la seguente affermazione: lo MI5 britannico sarebbe lo “equivalente” del FBI statunitense. Non esattamente, date le rispettive competenze, appunto.

 

È un buon esercizio ascoltare questa argentea (per età) e grigia (per più ragioni) signora: aiuta a tenere il proprio cervello allenato. 

Peccato per la insita perdita di tempo per noi ascoltatori.

 

Nota di colore: il titolo di questo post mi è suonato avendo in memoria il titolo italiano di un romanzo di Ed McBain della saga (serie è riduttivo) dell’87º Distretto ([2]) ([3]).

 

 

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“PAPA E PAUSINI”? (Facebook Down Series – 175)

 

“PAPA E PAUSINI”?

(Facebook Down Series – 175)

 

Memento:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/11/papa-e-tennis-facebook-down-series-173.html

 

 

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mercoledì 12 novembre 2025

STEFANO DI MARINO (IN MEMORIAM) (Facebook Down Series – 174)

 

STEFANO DI MARINO (IN MEMORIAM)
(Facebook Down Series – 174)

 

Stefano Di Marino ([1]) era, soprattutto, una brava persona.

 

Ho scritto di lui in vita ([2]), quando ancora lo avevo frequentato poco.

Era una delle poche persone per cui Facebook era utile, per vederci, qualche volta (anche se avevo il suo recapito di posta elettronica).

 

Tendevamo a farci gli auguri “cumulativi” a fine dicembre.

 

Facevo fatica a tener conto delle sue uscite editoriali, e a un certo punto ho lasciato perdere: se non era disponibile a stampa nemmeno consideravo l’acquisto.

 

Un paio di cene.

 

Varie presentazioni di libri pubblicati da editori avventurosi.

 

Si andò (mi pare in autobus) a una serata bondiana in qualche modo condotta da, anche lui stanco e peggio, Andrea G. Pinketts ([3]).

 

Negli ultimi mesi era stanco: lo avevo incrociato in tram e poi vicino a dove aveva la base Chance Renard a “Gangland” ([4]): all’angolo di Corso Buenos Aires.

 

Queste poche righe semplicemente per ricordarlo: non solo a me, in occasione di uno “special” di Segretissimo pubblicato intorno al 12 novembre 2025, nella serie “Il Professionista – Story”, intitolato: Segretissimo Special 37: “Gangland a mano armata - Operazione barracuda”.

Ovviamente firmato Stephen Gunn.

 

 

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domenica 9 novembre 2025

“SPIFFERI INTELLETTUALI”

 

“SPIFFERI INTELLETTUALI”

 

Ai giovani venditori di libri al mercato di Piazza Diaz, Milano, a domanda su quale sia il mio maggior interesse ho risposto che soffro di “spifferi intellettuali”; e quindi una robusta bibliografia su un autore che mi piace di regola evita che io prenda un brutto raffreddore mentale.

 

 

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“PAPA E TENNIS”? (Facebook Down Series – 173)

 

“PAPA E TENNIS”?

(Facebook Down Series – 173)

 

Mi pare – vorrei sbagliarmi, ma ne dubito – che, data la scarsa considerazione dei sedicenti credenti cattolici per la religione prescelta, “Papa e tennis” sia il nuovo panem et circenses.

 

D’altronde, sull’abuso del culto della Madonna si è espressa la Santa Sede, non io.

 

 

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venerdì 7 novembre 2025

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS: MIGUEL BOSÈ/É

 

MADRID E TORI E CORRIDA, MILANO E MARRONS GLACÉS:

MIGUEL BOSÈ/É

 

 

In precedenza credo di aver reso onore ai bravi titolisti in redazione ([1]).

 

Nessun imbarazzo, mio, a scrivere un post dedicato a Miguel Bosé (Bosè a Milano, Bosé in Spagna).
Però se non si riescono a esprimere i pensieri (il nero è sempre su bianco. A meno di essere dei poveretti che non sanno scrivere a mano) le righe di testo sono una.
Forse è un poco in ritardo.

 

Da anti-loreniano sin dalla più tenera età (unica eccezione La ciociara, e “qualche Bacon” che le invidio), le mie bellezze italiane dopoguerra furono e sono, in ordine di santità incontrovertibile, Alida Valli (suprema), Silvana Mangano (il fascino della schiena rotta e dei reumatismi in risaia. altro che Marta Marzotto).
E Lucia Bosè (una altra pantera, lei non amava la lusinga di grande felina) siccome milanese e questo basta. Ogni volta che passo in Corso di Porta Romana, da mezzo secolo, immagino lei, a riempire vassoi di marrons glacés con il “topping” di violette candite.

 

Lucia Bose ([2]) e Luis Miguel “Dominguin” ([3]): da due persone così belle ([4]) “cosa” nascerà?
Tre figli Miguel (e Paola e Lucia) con sulle spalle quei King Kong di genitori.

 

Non ricordo quando ho cominciato a prendere in considerazione Miguel Bosé.
Ma diciamo che la mia prima percezione della movida [madrileña (sull’uso della parola “movida” mi pare di aver scritto abbastanza ([5])], un sette lustri fa abbondanti, è una pietra miliare corrose dalle intemperie.
Madrid è “marchosa”, Barcelona no. A Madrid posso assistere, anche nel 2025, a una corrida, a Barcelona no. La parola “marchosa” me la insegnò Miguel Bosé, ovvero - e in questo “titolo di casata suicida” dal punto di vista autoriale si conferma la spigolosità del figlio di uno dei più popolari toreador di Spagna – “il figlio del Capitán Trueno” ([6]).

 

In Italia si ridacchia, solitamente, quanto a Miguel Bosé: un successo canoro acclarato che rammenta il suo anno di nascita e una presentazione con altri “giovani” del Festival della canzone italiana: “nada mas” (forse anche la sua partecipazione a un film diretto da Pedro Almodovar ([7]) è nella memoria di qualche persona attenta) ([8]).
In Spagna e altri Paesi di lingua castigliana è diverso ([9]).

 

Non condivido la sua scelta della gestazione surrogata (mantengo, io, coerenza col pensiero di Aldo Busi sulle coppie omosessuali).
Attualmente, mi pongo più perplesso sulle sue scelte “no-vax”.

 

Se mi mettessi a discettare sulla sua carriera musicale, smentirei me stesso, ma se non citassi un suo album probabilmente non avrebbe ragion d’essere questo post.
Per me è un capolavoro, soprattutto accompagnato da tutti i suoi videoclip: Velvetina ([10]).

 

Come molto raramente faccio, chiudo con due riferimenti bibliografici ([11]) ([12]).
E non sottotitolo “da serie”, sebbene almeno due sono puntuali.

 

Firma del figlio di Capitan Tuono
(collezione privata)

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Come in altri casi, talvolta mio padre aveva ragione. Non perché fosse mio padre, ché io e lui siamo quasi antitetici, ma in quanto solo gli idioti non seguono insegnamenti preziosi.
[4] Nulla essendo per caso, al massimo è tardivo, sono incappato un paio di giorni fa in questo passo: “A Villa Paz, vicino a Valencia, ci siamo fermati una settimana da Lucia Bosè e Dominguin che cortesemente ci ha offerto di toreare”: Enrico MEDIOLI, “Viaggio in Spagna”, in Valerio Zurlini – Atti del Convegno 30-31 marzo 1990 – Casa del Mantegna, Mantova, marzo 1991, pp. 15-17, a p. 16. Il “ci” riguarda Medioli e Zurlini.
[7] Che non seguo più, da quando è diventato un “darling” dei sinceri democratici.
[11]Miguel BOSÉ, Il figlio di Capitan Tuono: memorie di una vita straordinaria, Milano, Rizzoli, 2022 autobiografia molto parziale quanto ad arco temporale considerato. Curiosità: nessuna foto, anche nella edizione spagnola.
[12] Giovanni VERINI SUPPLIZI, Labirinto BOSÉ – Secondo me, secondo loro, secondo “ÉL”, Falconara Marittima, CRAC Edizioni, 2021. Esiste anche una sontuosa edizione spagnola, più recente, rilegata e con molte immagini a colori. 

mercoledì 5 novembre 2025

I “CATTIVI” INVECCHIANO E CHIEDONO COMPASSIONE (in margine a Julie Burchill)

 

I “CATTIVI” INVECCHIANO E CHIEDONO COMPASSIONE

(in margine a Julie Burchill)

 

Fra i tanti libri de rigueur “sul” punk ce ne è uno che ho addirittura classificato fra i pochi (credo di averlo riletto una quarantina di anni fa, non più tardi, che sputacchiava in faccia a noi giovani che cercavamo, magari, una copia “with picture sleeve” di un singolo ([1]).
Schierato, anche, molto contro Siouxsie and the Banshees (causa bracciale con svastica di Siouxsie Sioux nell’autunno 1976).

 

Il libro è The Boy Looked At Johnny – The Obituary of Rock and Roll, di Julie Burchill e Tony Parsons ([2]).
I due erano giovani, belli e le penne più velenose del settimanale New Musical Express.  
Poi sono invecchiati, male.

 

Julie “Cruella” Burchill ([3]) ora è malata, in sedia a rotelle e trova dignità di ri-pubblicazione da parte di Morrissey ([4]).

 

Ecco perché credo che anche oggi onorare Tonito ([5]) con il badge che lo qualificava “bastard by choice” sia un gesto di sincera amicizia.

 

 


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sabato 1 novembre 2025

VALERIO ZURLINI (meno di una scheggia) (Facebook Down Series – 172)

 

VALERIO ZURLINI
(meno di una scheggia)
(Facebook Down Series – 172)

 

“Champagne, fegato e Calle Vallaresso”:

https://www.youtube.com/watch?v=IxJp5JeagTE

 

E forse Goethe o Borges:

https://mvl-monteverdelegge.blogspot.com/2014/12/di-chi-e-questa-poesia.html

 

 

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giovedì 30 ottobre 2025

ROGER NIMIER 100 (Facebook Down Series – 171)

 

ROGER NIMIER 100

(Facebook Down Series – 171)

 

Compiti per il 31 ottobre 2025.

100 anni: https://fr.wikipedia.org/wiki/Roger_Nimier

 

Tempus fugit:

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/11/roger-nimier.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/04/la-sindrome-del-dandy-qualche-pensiero.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2012/09/ilritorno-dellussaro-blu-rogernimier.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/01/francoise-sagan-sketches-series-9.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/03/memento-roger-nimier-tombstone-series-96.html

https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2025/05/roba-da-garagisti-cento-anni-di-roger.html

Eccetera.

 

“La Sagan” NON è un errore.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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