LA PROSA
VELOCE E LA PROSA SUCCINTA
(Facebook
Down Series – 258)
In ragione di
una trasmissione con ospite Frédéric Beigbeder - https://www.youtube.com/watch?v=hr55Dtd_bE4
- ho recuperato un suo libro: finto diario? Piccoli cammei un poco
tossico-indotti. (Beigbeder non si nasconde)?
Il volume? Vacances
dans le coma.
Spartanamente
scrivendo ([1]) mi interrogo:
Beigbeder è veloce
o è succinto?
Egli riconosce i
suoi maestri, ma la celeberrima prosa in sei, sei, parole di Ernest Hemingway (che tradotta
in Francese divengono sette) che scopo ha? Una sfida alla morte?
E poi, Lucy Van
Pelt in cinque, cinque, parole: “un uomo nacque, visse e morì” sconfigge anche
EH. Già.
Forse le
riflessioni mie abbisognerebbero “un” Niccolò Macchiavelli.
Non per il mio
valere, ma per non essere osannato.
Steg
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[1] Avete notato come quasi
tutti usano il verbo “dire” citando autori che hanno, per contro, scritto?
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