"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



sabato 22 settembre 2012

LA PIZZA AL SAVINI E IL SALMONE IN PIZZERIA (ovvero: con i cattocomunisti del PD non si può più sognare, mentre è meglio continuare a farlo)


LA PIZZA AL SAVINI E IL SALMONE IN PIZZERIA
(ovvero: con i cattocomunisti del PD non si può più sognare,
mentre è meglio continuare a farlo)

 

Non mi riconosco da anni in nessun partito attualmente rappresentato in Parlamento, ma il Partito Democratico mi è particolarmente indigesto ([1]).
 
Un noto cliente del ristorante Savini di Milano ([2]) ordinava pizza per i suoi due giovani figli maschi, accadeva negli scorsi anni novanta.
Alla fine dei precedenti anni settanta nei menu di certe pizzerie milanesi c’erano le penne al salmone: si tentava di uscire dal grigio-piombo della guerriglia urbana, anche se la qualità ittica era molto modesta ([3]).
 
In entrambi i casi, però, si sceglieva (anche se con cattivo gusto, aggiungo io) da soli; si sceglieva anche se e come spendere il proprio danaro.
Mentre l’Occhetto o il Prodi o la Bindi di turno (eventualmente mediante il “braccio” di un Ministro della Salute) ti impongono la mortadella (magra, mi raccomando) o la pasta scotta e ti devi accontentare; così come devi accontentarti e legarti affettivamente con una ragazza senza trucco e non depilata o con un ragazzo che puzza un po’: scout e/o Azione Cattolica e/o sezione di partito, non cambia il risultato, alla fine è il gruppo che sceglie per te.
 
No, non sta scrivendo Daniela Santanchè; sto solamente rivendicando sotto un diverso profilo quella libertà di scelta che mi offrì il punk e non  mi offriva la politica trentacinque anni fa.

 

Se non ve ne siete accorti, da mesi in Italia è vivamente sconsigliato sognare, e anche bere bevande gasate non è una pratica ben accetta. È anche più difficile scegliere fra pizza e salmone.
Colpa della crisi economica, certo, ma tira un’aria di “meglio la mortadella del salmone affumicato perché te lo diciamo noi; così non devi neanche pensare” che non mi piace per niente; se non mi andavano bene, prima del 1977, quelli che mi dicevano “non far politica e pensa alla pastasciutta” non vedo perché dovrebbero andarmi bene i consigli dell’oratorio o della sezione di partito oggi.

 

Siccome la libertà individuale va difesa da ogni attacco, fatevi un esame di coscienza su chi sta decidendo la vostra vita ultimamente.
Fatevelo davanti a del buon salmone affumicato e pasteggiando a champagne o, se non amate il pesce e siete astemi, sostituite con del paté de foie gras (pessimo per il colesterolo, ma decidete voi) e una Coca-Cola.
Perché? Molto semplice: “Bisogna abbandonarsi al lusso. La povertà ha la tendenza a colpire improvvisamente, come l’influenza, per cui è bene avere alcuni bei ricordi da parte per i tempi bui” (Graham Greene, In viaggio con la zia)

 

Liberi di scegliere come vivere e come sognare: and so you’re punk!

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Non mi riferisco a dei singoli: apprezzo i tentativi di Renzi di svecchiare l’apparato, ma fatico a sperare che ci riesca.
[2] Al cui bar che guardava sull’ottagono della Galleria Filippo Tommaso Marinetti e gli altri futuristi bevevano versando nei bicchieri da caraffe d’acqua ghiacciata.
[3] Variante: il travesti delle penne al caviale e vodka: il caviale era lompo, la vodka di infima qualità. 

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