Gli altri bambini delle scuole elementari oltre il recinto, che non percepivo come più grandi, ma come creature altre ed estranee.
Ai tempi dell’asilo mi piaceva Capitan Harlock. Non mi piaceva nel senso che danno le bimbe alle cotte infantili, ovvero “da grande lo sposo”. Ero già ben cosciente che era un amore impossibile perché lui era tanto bello e misterioso, con il fascino dell’eroe infelice e tormentato, idealista e votato unicamente alla causa. Quindi, non c’era storia. A cinque anni tutto mi era già chiaro. La vita era ben altro che quel maledettamente felice coniglietto bianco di Koper Kapodistria delle 20.30, che segnava il limite invalicabile della veglia: “guarda il coniglio e poi vai a dormire”.
Capitan Harlock è bello, con la cicatrice di traverso [del viso] e la benda sull’occhio [destro]. Penso sia proprio bello, penso come quando ero bambina.
Le battaglie sono interessanti, lo spostamento delle navi da guerra in modalità “skip off” (sembrano venire scansionate per venire lanciate a distanza a velocità). Alcuni piccoli trucchetti olografici per creare la sorpresa nello spettatore sono ben riusciti.
Le armi finali della Gaia Sanction sono spettacolari.
I personaggi sono impregnati di una profonda giapponesità: i fratelli in competizione, la venerazione per il senpai, mimica facciale e lettura del labiale perfettamente attinente al giapponese. Mi sembra di percepire una polemica contro la religiosità organizzata e contro la schematizzazione gerarchica cinese.
Soffro un pochino per la somiglianza della trama con l’episodio del 50enario del Doctor Who. L’Arcadia è viva come il Tardis. Il Capitano non può morire e deve espiare un errore commesso, seppure mosso da buone intenzioni, come il Dottore. Alla fine si lascia spazio ad un avvicendamento tra capitani e dottori. Saranno tematiche da inizio millennio.
Ma basta vedere il profilo del pianeta costeggiato dall’Arcadia che si allontana, per riconciliarsi con i ricordi infantili di piccoli attenti spettatori. Superbe profondità spaziali catturate da astro telescopi negli ultimi decenni, fanno da sfondo al passaggio dell’astronave pirata, con luminosità di galassie lontane. Ad ogni modo, l’astrofisica ormai è accettata, i nodi temporali che trapuntano lo spazio e la reversibilità del tempo non sono nozioni astratte, ma strategie non ancora verificabili. E naturalmente serve un Capitano per pensare e mettere in atto un grande piano di azzeramento temporale.
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