"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



martedì 22 giugno 2021

THIERRY ARDISSON (The “NO” Series -1 )

 

THIERRY ARDISSON
(The “NO” Series - 1 )

 

Il post su Thierry Ardisson dovevo scriverlo molti anni fa (si veda infra).
Il materiale non manca, senza dovere io attingere ai social: due suoi libri e soprattutto qualche DVD.

 

Per chi non è già passato ad altro, preciso che Ardisson è un tipo come l’ex Presidente ([1]) francese Nicholas Sarkozy, coi tratti somatici di un tenente colonnello della Légion Étrangerè di quelli duri e bastardi ([2]).

 

In effetti quest’uomo di “spettacolo culturale” (è una categoria intellettuale?) è un monarchico, come quel Jacno ([3]) che era l’anima degli Stinky Toys ([4]) e poi (dove è finito il suo giglio “realista” all’occhiello?) rielaborò l’elettronica per l’Esagono ([5]).
Perché Ardisson – cognomen omen? – è uno che cammina a piedi nudi sulle braci senza mai scottarsi. Si bruciano e muoiono invece i suoi invitati nelle trasmissioni televisive che nei decenni ha condotto: da Francis Bacon a Serge Gainsbourg, a Jacno (appunto), a Daniel Darc, a Bashung, alle vive-ma-morte-esteticamente come Isabelle Adjani.

 

Una trasmissione come “Lunettes noires pour nuits blanches” ([6]) la televisione italiana non la avrà mai. Ardisson, per chi non lo avesse capito, è: il Maurizio Costanzo dell’after hour, l’Enzo Biagi benzedrinato come Graham Greene, il Bruno Vespa che attacca il telefono in faccia al Papa che lo ha chiamato.
Degna di menzione è anche la successiva trasmissione “Paris Dèrniere” ([7]).

 

Ardisson è disegnato da Jack Kirby e quindi ha tutti i propri capelli e tutti i denti sanissimi; egli ci disprezza e io (con altre due persone) spero in una sua nuova trasmissione e un suo libro in cui racconti uno squallido aneddoto su Johnny Hallyday.

 

Nota tecnica: questo post non cambia di una virgola vivo o morto Thierry Ardisson. Ma io che non aspiro all’immortalità debbo pubblicarlo mentre sono vivo.

 

 

 

PRE SCRIPTUM

 

Quello che segue era l’inizio del 2012 del post, entrambi i filmati sono ancora disponibili.

  

THIERRY ARDISSON (wish I could be like)

 

Thierry Ardisson è ormai un signore in età, anche perché certamente non ha rinunciato a una sigaretta o a un bicchiere nelle “sue” trasmissioni.

 

https://www.youtube.com/watch?v=fD2BYJRyswA (stringa per Thierry Ardisson chez lui, interview sans langue de bois – TOMCAST).

https://www.youtube.com/watch?v=cB-h3PVAd8E (stringa Le Divan, verosimilmente febbraio 2015)

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

POST SCRIPTUM DEL 2024

 

Bel documentario dell’ottobre 2023, sarei approssimativo se non ve lo consigliassi, finché dura.

https://www.youtube.com/watch?v=KxMtfUFTdXc

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

La firma di Ardisson 
(meno imitabile di quelle di certi pittori)

 

 

 

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[1] Anche in ragione di Michel Polnareff: https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2014/06/michel-polnareff-e-la-bambolina.html .
[2] Da 1er REP e “torneremo vincitori in Indocina e Algeria”.
[3] Curioso caso di pseudonimo preso da altro pseudonimo.
[4] Così carina la cantante e fidanzata di Jacno in quella foto sulla copertina del Melody Maker: la foto meno rappresentativa in riferimento al 100 Club Punk Festival del 20-21 settembre 1976.
[5] Insieme ai più che leggendari Mathématiques Modernes. Si cfr. https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2015/11/edwige-o-intorno-ai-nostri-morti.html .
[6] È un titolo più The Velvet Underground o Jean-Pierre Melville?
[7] Fra gli ospiti Jacno, Daniel Darc e Bashung. In questo blog ho scritto più o meno su tutti loro.

giovedì 10 giugno 2021

ORE (giocando con le parole) - (Tombstone series – 70)

 

ORE (giocando con le parole)

(Tombstone series – 70)

 

“Da giovani si frequentavano gli ‘after hours’, da maturi si guardano le quotazioni finanziarie ‘after hours’ e da anziani si è golosi di After Eight”.

 

Con la parola hours c’è da sbizzarrirsi: ad esempio fra virgolette singole e con tre puntini di sospensione a seguire è il titolo di un album non celeberrimo di David Bowie.

Mentre il titolo italiano del film melvilliano nulla ha a che fare con quello originale.

 

 

saggio dedicato al film (copia privata)

                                                                                                                     

                                                                                                                      Steg

 

 

 

 

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giovedì 6 maggio 2021

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR? (Sniper series – 42)

 

DOVE E QUANDO FINISCE IL FLÂNEUR?
(Sniper series – 42)

 

Il problema non esiste, oppure sì?

Cominciamo con la parola flâneur: la paternità non senza qualche esitazione è attribuita usualmente a Charles Baudelaire ([1]), con però il curioso dettaglio che lo studioso appena citato nel distinguerlo dal dandy dimentica che Baudelaire è senz’altro uno dei massimi dandy di tutti i tempi.

 

Vi è chi sostiene che il flâneur si sia esaurito quando i “passages” parigini furono scavalcati dai grandi magazzini.

A questo punto, però, si porrebbe il problema del flâneur moderno che passeggia nei centri commerciali: ma morto Tommaso Labranca chi vorrebbe affrontare il tema?

 

D’altronde se si ipotizza la morte del cyberflâneur ([2]), saremmo alla seconda estinzione di questo tipo umano.

 

Mi fermo qui.

 

 

                                                                                                                      Top Shooter

 

 

 

© 2021 Top Shooter

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[2] Si veda la nota a piè di pagina numero 1 ne Conor McGARRIGLE, “Forget the flâneur” In: https://arrow.tudublin.ie/aaschadpart/38/ .

sabato 24 aprile 2021

“… BEFORE I GET OLD” (Tombstone series – 69)

 

“… BEFORE I GET OLD” ([1])

(Tombstone series – 69)

 

Ancora cerco di evitare “un’adultità insipida e infelice, dove la strategia di sopravvivenza è la rassegnazione” ([2]).

 

Strategie esistenziali differenti, appunto ([3]).

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Pete Townshend, da “My Generation”.

[2] Diego DE SILVA, prefazione a A. SILLITOE, Sabato sera, domenica mattina, Roma, Minimum Fax, 2010, p. 11.

[3] Le citazioni mi hanno obbligato alle note, altrimenti assenti da questa serie.

ALLINEAMENTO AL DESCO (Tombstone series – 68)

 

ALLINEAMENTO AL DESCO

(Tombstone series – 68)

 

Riferisce il figlio Enrico (Vanzina) che secondo suo padre, Steno: “i migliori ristoranti non cambiano mai la carta”.

 

Nei piatti immortali, a-stagionali, de: Le Grand Vefour, Sweeting’s, e (RIP per tutti) Estilo Munich si trova conferma della detta regola.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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VIVERE “A LATO” (Tombstone series – 67)

 

VIVERE “A LATO”

(Tombstone series – 67)

 

Credo che – politicamente ed esistenzialmente – il mio schieramento sia sempre stato “a lato”: che è diverso, anche, dal “non allineato”.

 

In fondo, la vita è una sequenza di partite a flipper: e io preferisco perderle con la “regina” Arfur, piuttosto che vincerle con un bullo di quartiere senza stile, lui, siccome parte di un gruppo ben definito.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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ALDO MANUZIO (Tombstone series – 66)

 

ALDO MANUZIO

(Tombstone series – 66)

 

Avete mai provato a ritrovare per caso il dorso di un libro dentro un lettore digitale nascosto fra altri lettori (o libri) digitali?

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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FINE (Tombstone series – 65)

 

FINE

(Tombstone series – 65)

 

Poi rompete il trotto e – purtroppo per voi – non siete cavalli da polo.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 21 aprile 2021

MALCOLM MCLAREN E PSEUDONIMI (Tombstone series – 64)

 

MALCOLM MCLAREN E PSEUDONIMI

(Tombstone series – 64)

 

Mi diverte pensare che Malcolm McLaren pensò allo pseudonimo Sex Pistols in Costa Azzurra, dopo una cena “Chez Pistol” a Nizza.

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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mercoledì 17 marzo 2021

EDUCAZIONE A TAVOLA (Tombstone series – 63)

 

EDUCAZIONE A TAVOLA

(Tombstone series – 63)

 

Le persone che a casa mangiano con le mani la pizza, ma con le bacchette sushi e sashimi.

Gli stessi de “il pantalone”, “la scarpa” e “il Caipiroska alla fragola” (https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2011/12/il-pantalone-e-il-caipiroska-alla.html).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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lunedì 8 marzo 2021

SPORT E FAMA (Tombstone series – 62)

 

SPORT E FAMA

(Tombstone series – 62)

 

Il successo mediatico di Federica Pellegrini si risolve nel suo essere una “allieva” di Franziska van Almsick (e Inge de Bruijn).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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giovedì 4 marzo 2021

NELL’ETERNITÀ ANTEMICA

 

NELL’ETERNITÀ ANTEMICA

 

Chi conoscesse il finale de “The Purloined Letter” di Edgar Alla Poe ([1]) si potrebbe fare una risata, a ragione.

 

A tarda sera mi si sono appaiati alla mente due fra i più grandi, perché pretesi, equivoci della storia del rock and roll.
Inverto le date e parto dal 1973, luglio, il giorno 3, allo Hammersmith Odeon di Londra David Bowie di chiara che ([2]) quello era stato il “loro” ultimo concerto. Ai media che poi è essenzialmente la stampa, conviene venderlo come la fine della sua carriera musicale mentre oggi ormai anche un cretino sa che con quel “we” non si usa il plurale maiestatis ma si tratta della normale prima persona plurale e quindi si stanno “seppellendo” solo gli Spiders From Mars (ma non Mick Ronson) ([3]).

 

Si va ora indietro di otto anni, 1965 ([4]) per il verso che fissa il genere (è un genere?) musicale che copre mezzo ventesimo secolo senza discussioni di sorta (volete forse discutere con Lou Reed?): “I hope I die before I get old” (“My Generation”, 1965). Una strofa, nemmeno un ritornello, scritta da Pete Townshend ([5]). Strofa di cui fu, era, è e sarà sempre riconosciuta la portata assoluta ma con il passare degli anni anche la valenza impietosa della sua paternità. Ma davvero? Chi decide quando si diventa vecchi?
Moltissimi hanno dimenticato, o magari anche solo non conoscono quella frase cui fu aggiunto un “question mark” ([6]) per non uccidere il successo commerciale di Peter Pan: “To die it will be an awful big adventure”.
Ecco l’equivoco: perché Townshend un centesimo di secondo prima di morire, e solo allora, diverrà vecchio.

 

Rimane tutto un po’ ambiguo, incluse queste righe: pensateci.
La voce narrante è quella degli Spiders che sciolgono la band quando i kids hanno ucciso the man. Eppure è il contrario.
Tutti questi vecchi, creativamente sterili: dalla nascita o anche solo dalla fine della propria gioventù biologica e intellettuale che almeno nei momenti più squallidi (che mi sembra stiamo aumentando vertiginosamente) a Townshend in fondo invidiano tutto, in particolare il 1965.

 

Fuori tema (apparentemente): e Syd Barrett?
Credo che lui si sia messo “di lato” nelle ali di quinta del palcoscenico senza calcolo alcuno, sebbene recentemente una fonte autorevole abbia dichiarato che egli incassava ben oltre un milione di sterline l’anno per proventi dovuti ai suoi diritti d’autore.
Accadde perché la band (Pink Floyd) aveva “sciolto” lui, e lui scomparendo aveva sconfitto Chronos sebbene a un prezzo umano impossibile.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Allan è il cognome adottivo.

[2] “Of all the shows on the tour this particular show will remain with us the longest, because not only is it the last show of the tour, it’s the last show we’ll ever do”.

[3] Ci fu peraltro anni dopo una breve reunion della band.

[4] Ma concettualmente quasi senza muoversi: si cfr. Pin Ups di David Bowie del 1973.

[5] Peraltro autore anche della stragrande maggioranza delle musiche del suo gruppo The Who.

[6] Senza “Misterianti” e senza – non dico 96 ma almeno – una lacrima.

venerdì 12 febbraio 2021

LIBRI IN DOPPIA COPIA

LIBRI IN DOPPIA COPIA

 

Ieri sera, tardi, pensavo – leggendo e macinando l’ennesimo libro in prestito “intra familiare” – ai libri in due copie, e ho cercato di raggrupparli concettualmente:

  1. Caso banale: prima copia persa o mai restituita (non prestare mai o quasi);
  2. Copia comprata per sbaglio di libro che si ha già (magari cercato a lungo, poi accantonato …). Sotto-caso: non si trova più la propria copia iniziale;
  3. Comincia la bibliofilia …: devo averne una copia con me/a portata di mano, eventualmente da usare senza preoccupazione e preservare l’altra;
  4. Ho letto una copia malconcia, ne voglio una in buone condizioni;
  5. La traduzione italiana non mi soddisfa, il libro mi piace, cerco anche l’edizione in originale. Vale anche il contrario: libro che proprio non riesco a leggere in originale per motivi disparati, ne compro anche la traduzione;
  6. Ne ho trovata copia con dedica dell’autore ([1]);
  7. Voglio la prima edizione (si incrocia con le ipotesi precedenti);
  8. Nuova edizione con apparato critico o in nuova edizione ([2]). Sotto-caso che sfiora la triplice copia: “opere complete” (o quasi) dell’autore.

 

Eccetera.

Ho anche un libro in … copie (fatti miei).

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[2] Celebre il caso della traduzione italiana mutila ed incerta de Il Conte di Montecristo.

venerdì 29 gennaio 2021

BIGLIE E MARMI

 

BIGLIE E MARMI

 

È ancora possibile regalare delle biglie?
La domanda è doppia: dove comprare oggi delle biglie di vetro? E per chi comprarle?

 

In realtà esiste un terzo quesito, che ha una valenza letteraria che contiene le prime due questioni. Ovvero: il problema delle biglie si pone solo a fronte di – almeno – una specifica lettura: Les Enfants terribles ([1]) di Jean Cocteau ([2]).

 

Le biglie stanno nelle tasche fangose di chi (mai vecchio) ivi tiene una banconota di infimo taglio, ma adeguata per una acquisizione destinata al “tesoro”.

 

Variando sul tema assoluto e perenne, sebbene puramente soggettivo, Paris reclama il primato su London: lo scontro è fra la forza distruttiva di Elisabeth e Paul e l’arrembante ed eterna pugnalata di Peter Pan ([3]).


Gli è che gli sconfitti sono sempre e solo gli invecchiati lettori, che con qualche vergogna scuotono il capo innanzi alle loro immature letture: se le letture sono state due su due potrebbero essere perdonati.
Qui invece non si scuote alcuna testa, e si rilegge.

 

E i marmi? Sono solo “marbles”: don’t loose them!

 



                                                                                                                      Steg

 

 

copertina della prima edizione

 

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[1] O Terribles, la grafia non è univoca.
[2] Romanzo che fra l’altro uccide intellettualmente l’eterosessualismo citazionistico del giornalista medio(cre) che non lo ha letto.
[3] Di James Matthew Barrie.