IL
LIMITE DI PIERO CHIAMBRETTI
Forse è l’istinto
dell’ateo.
L’ateo sono io.
A un certo
punto, quando seguo una trasmissione di Piero Chiambretti, sento quell’odore di
chiesa, odore perenne ma banale, senza alcuna sacralità, senza
alcun mistero, senza alcun merito (pensate alle censure nelle recensioni di
film. Oppure, e qui magari vi scrivo qualcosa che non sapete: quelli della
generazione di mio padre erano bollati siccome leggevano L’Avventuroso
con le discinte donne fatali disegnate da “un” (sic) Alex Raymond oppure
qualche anno dopo, ancora Nerbini l’editore, da “un” Milton Caniff).
Diventa quindi Piero
Chiambretti un mesto ometto (intellettualmente, non fisicamente)
catto-sinistrese come la sua concittadina Luciana Littizzetto ben prono nei
confronti del prelato di turno che intervista ([1]).
Noi, noi come io
che ebbi ottimo in Religione essendone esonerato, ammiriamo le donne fatali,
che siano Dale Arden, la Dragon Lady o, decenni dopo, la tossicissima Lubna rankxeroxiana.
Se poi, per
assurdo, Dio esistesse e leggesse i nostri stessi fumetti ([2]), sai
che risate!
Nota tecnica:
forse questa è una variazione sul tema https://steg-speakerscorner.blogspot.com/2026/02/baciare-la-pantofola-al-padrone.html
Ma meno fugace
quanto a sua tenuta.
Steg
©
2026 Steg E HTTP://STEG-SPEAKERSCORNER.BLOGSPOT.COM/, Milano, Italia.
Tutti i diritti riservati/All rights
reserved. Nessuna parte – compreso il suo titolo – di questa opera e/o la
medesima nella sua interezza può essere riprodotta e/od archiviata (anche su
sistemi elettronici) per scopi privati e/o riprodotta e/od archiviata per il
pubblico senza il preventivo ottenimento, in ciascun caso, dell’espresso
consenso scritto dell’autore/degli autori.
Nessun commento:
Posta un commento