"Champagne for my real friends. Real pain for my sham friends" (used as early as 1860 in the book The Perfect Gentleman. Famously used by painter Francis Bacon)



sabato 10 gennaio 2026

MOONAGE DAYDREAM (film) (Diventa emotivo vedere filmati “di” David Bowie)

 

MOONAGE DAYDREAM (film)

(Diventa emotivo vedere filmati “di” David Bowie)

 

La sera dell’8 gennaio 2026 ho visto con piacevole interesse il documentario Moonage Daydream.

Sebbene ne abbia copia, mi era subito parso difficile da vedere su supporto audiovisivo: noioso scegliere le scene al piccolo schermo, ma anche impegnativo il film.

 

È un bel film, quasi obbligato per lo schermo d'argento.

È fatto di filmati. 

E i filmati ormai sono tutti carichi di emozioni, non quelle pochezze da niente ([1]) che costellano l’inutile quotidiano della gente che purtroppo devo incrociare.

 

Posso sorridere per una intervista del 1973, dopo aver ormai catalogato quelle tre canzoni in sequenza tratte dal film di D. A. Pennebaker su cui piango (stesso anno della intervista).

Non mi commuovo mai per ‘“Heroes”’ ([2]). La Berlino che fa male è quella di “Where Are We Now?”.

Rifletto sempre quando David Bowie (le fecce che apostrofano per solo nome le butterei nelle fiamme!) ricorda suo fratello.

 

Ammetto che non vedo nulla con occhio inesperto: il carico di letture rende gravida ogni re-visione (perché è anche revisione).

Vedo e anche rileggo quello che ho scritto al riguardo.

Rivedo e ripenso e rileggo e rivedo ... 

Mi chiedo quali le emozioni di chi poi è un artista che uno solo o milioni conoscono (inserite voi un nome, se volete).

 

Ho sorriso per le carte oblique “di” Brian Eno. Quanti le hanno riconosciute?

Rivedessi queste due ore abbondanti con un taccuino in mano, occuperei pagine e pagine.

 

Non ho dubbi: scrivo righe noiose.

Ma sono un poco come Sylvia Plath. Già.

Fine.

 

PS: “Rebel Rebel”: a Torquay, al juke-box dell’albergo, nell’estate del 1974.

 

 

                                                                                                                      Steg

 

 

 

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[1] Quella roba che tira ai funerali con la gente vestita da spiaggia o da montagna o da parkour e i palloncini e gli applausi alla bara, tanto per dare una idea.

[2] Virgolette in originale richiedono altre virgolette.

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